La storia del comune

Isola Capo Rizzuto nasce intorno al 900 d.c. con il toponimo greco di "Asylon" sotto la reggenza di Leone VI il filosofo, imperatore romano d'Oriente.

Per colonizzare quelle terre a quel tempo scarsamente popolate, Leone crea una nuova diocesi e concede ad alcuni prigionieri, perseguitati politici e persone che avevano avuto dei problemi con le istituzioni, di avere una seconda possibilità in terra di Calabria, così nacque Asylon, la terra sacra dove nessuno poteva essere perseguitato, con un significato molto più simile a quello di “asilo” che di “isola”.

La vera crescita demografica della piccola diocesi di Isola si ha intorno 1090 d.c. sotto l’investitura a vescovo del santo taumaturgo Luca di Melicuccà o San Luca di Isola Capo Rizzuto. Durante la sua amministrazione Asylon ha un’estensione che parte dall’attuale centro urbano di Isola Capo Rizzuto seguendo la costa fino al fiume Tacina. Sotto la giurisdizione della diocesi di Isola Capo Rizzuto, oltre al territorio di Le Castella, facevano parte anche i territori di San Leonardo e Steccato (ora frazioni di Cutro).

San Luca stesso invia dei monaci basiliani a San Leonardo e Steccato fondandole difatto. Durante i suoi anni viene ritrovata la veneratissima icona della Madonna Greca probabilmente da un contadino di Capo Rizzuto e sempre durante la sua giurisdizione arriva una seconda ondata di popolazione proveniente da oriente. L’isola ancora scarsamente popolata aveva bisogno di manodopera per crescere e l’allora patriarca di Costantinopoli si accordò per un nuovo indulto. Durante l’invasione normanna la diocesi di isola continua a mantenere i suoi privilegi e la possibilità di mantenere il rito greco nelle liturgie ma a patto di pagare un dazio alla diocesi latina di Santa Severina e di seguire le leggi introdotte dal nuovo regno normanno. L’isola al pari di pochissimi paesi calabresi manterrà il rito greco fino al 1818, data della stessa cancellazione della diocesi di Isola Capo Rizzuto e dell’accorpamento di tutte le chiese alla curia di Santa Severina-Crotone.

In età medievale nonostante le numerose scorrerie di pirati musulmani e le varie carestie la diocesi di isola si presenta come una diocesi ricca, con molti possedimenti e lo si vede dagli inventari dell’epoca, le chiese erano ricche di icone e documenti. Tra i vescovi più influenti di isola alla fine del XVI secolo ricordiamo Annibale Caracciolo,uno dei capostipiti della nobile e influente famiglia dei Caracciolo.

Curiosità, pare che papa Gregorio XIII con la scusa di salvare le icone,i tesori e i documenti conservati nel Duomo di Isola dalle incursioni ottomane intorno al 1580, finì poi per impossessarsene personalmente,ma le fonti a riguardo sono discordanti e di difficile interpretazione. Questo spiegherebbe la carenza di documenti sui primi secoli dell’attività della diocesi di Isola e naturalmente della storia stessa di Isola Capo Rizzuto.

Pagina aggiornata il 13/10/2023

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